Abbiamo appena lasciato alle spalle un’estate eccezionalmente calda. E mentre le temperature iniziano lentamente a scendere, è naturale domandarsi che autunno e che inverno ci aspettano.
Se anche i prossimi mesi dovessero essere più miti del solito, potremmo pensare di avere almeno un problema in meno: muffa e condensa in casa.
Ma è davvero così?
Non necessariamente.
Perché la condensa che troviamo al mattino sui vetri e la muffa che può comparire intorno alle finestre non dipendono soltanto da quanto freddo fa fuori.
Conta molto anche quello che succede dentro casa.
Temperatura, umidità, ricambio dell’aria e temperatura delle superfici formano un equilibrio.
Quando questo equilibrio diventa sfavorevole, possono crearsi le condizioni per la formazione di condensa e, nel tempo, anche per lo sviluppo della muffa.
Vediamo allora perché può succedere e, soprattutto, quali segnali possiamo iniziare a osservare nella nostra abitazione.
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Dopo un'estate da record, cosa ci aspetta?
L’estate 2026 è stata eccezionalmente calda.
Secondo il Copernicus Climate Change Service, il periodo da giugno ad agosto è stato il terzo più caldo mai registrato in Europa e il più caldo nell’Europa occidentale.
In agosto le temperature sono state molto superiori alla media anche in Italia.
Nel frattempo si è consolidato El Niño, un fenomeno climatico che nasce nel Pacifico tropicale ma che può influenzare temperatura e precipitazioni in molte aree del pianeta.
Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, El Niño dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi e ha una probabilità molto elevata di persistere durante l’inverno.
Questo significa che avremo sicuramente un inverno caldo anche in Italia?
No.
Gli effetti di El Niño non sono uguali in ogni parte del mondo e dipendono dall’interazione con molti altri fenomeni atmosferici. Non possiamo quindi trasformare la presenza di El Niño nella previsione certa di un inverno mite a Milano.
Possiamo però partire da questa attualità per porci una domanda molto più interessante per le nostre abitazioni:
se il prossimo inverno fosse effettivamente mite, avremmo meno muffa e condensa?
La risposta è meno scontata di quanto possa sembrare.
Un inverno mite significa meno muffa e condensa?
Non necessariamente.
Per comprendere perché, dobbiamo smettere per un momento di guardare il termometro esterno e osservare quello che succede dentro casa.
Probabilmente ti sarà capitato almeno una volta.
Ti svegli al mattino e trovi delle goccioline sul vetro della finestra. Oppure noti che una zona della parete vicino al serramento è umida e, con il passare del tempo, iniziano a comparire le caratteristiche macchie scure della muffa.
La prima spiegazione che viene in mente è semplice:
“Fuori fa freddo.”
Il freddo esterno ha certamente un ruolo, ma non è l’unico fattore.
Perché si formi condensa devono verificarsi determinate condizioni: nell’aria deve esserci una certa quantità di umidità e deve esserci una superficie sufficientemente fredda.
Pensiamo a quello che accade quando prendiamo una bottiglia dal frigorifero.
Dopo pochi minuti compaiono delle goccioline sulla sua superficie.
L’acqua non arriva dall’interno della bottiglia: è il vapore presente nell’aria che, entrando in contatto con una superficie molto fredda, condensa.
Nelle nostre abitazioni il principio è simile.
Ed è qui che dobbiamo conoscere un termine tecnico che in realtà descrive un fenomeno piuttosto semplice: il punto di rugiada.
Cos'è il punto di rugiada? Un esempio è più semplice di una formula
Il punto di rugiada è, semplificando, la temperatura alla quale, in determinate condizioni, il vapore presente nell’aria può iniziare a condensare su una superficie.
Non abbiamo bisogno di formule per capire perché questo concetto sia importante.
Immaginiamo di avere in casa una temperatura costante di 20 °C.
Se l’aria è relativamente asciutta, una superficie deve diventare piuttosto fredda prima di raggiungere il punto di rugiada.
Se invece aumenta l’umidità presente nell’aria, la situazione cambia.
| Umidità relativa | Punto di rugiada |
|---|---|
| 40% | circa 6 °C |
| 50% | circa 9 °C |
| 60% | circa 12 °C |
| 65% | circa 13 °C |
| 70% | circa 14 °C |
La temperatura della stanza è sempre la stessa: 20 °C.
Eppure, passando dal 50% al 70% di umidità relativa, il punto di rugiada sale da circa 9 °C a circa 14 °C.
In altre parole, quando l’aria di casa contiene più umidità, non è necessario che una superficie diventi estremamente fredda perché possano crearsi condizioni favorevoli alla condensazione.
Ecco perché dire:
“Quest’inverno non fa poi così freddo”
non significa necessariamente:
“Non posso avere condensa in casa”.
Conta quanto fa freddo fuori, certamente. Ma conta anche quanta umidità abbiamo dentro casa e quanto diventano fredde determinate superfici.
Muffa e condensa sono la stessa cosa?
Nel linguaggio comune parliamo spesso di “muffa e condensa” come se fossero un unico problema.
Ed è comprensibile.
Molto spesso le osserviamo negli stessi punti della casa: vicino alle finestre, negli angoli delle pareti, dietro un mobile o in altre zone particolarmente fredde.
In realtà muffa e condensa sono due fenomeni differenti, anche se possono essere strettamente collegati.
La condensa è acqua: il vapore presente nell’aria passa allo stato liquido quando si verificano determinate condizioni di temperatura e umidità.
La muffa è invece un fenomeno biologico: per svilupparsi ha bisogno, tra le altre cose, di condizioni favorevoli di umidità e di tempo.
C’è però una cosa importante da sapere.
Non è necessario vedere una parete bagnata o delle vere e proprie goccioline d’acqua perché possano esistere condizioni favorevoli alla muffa.
Una superficie che rimane sufficientemente umida per un periodo prolungato può diventare problematica anche senza apparire visibilmente bagnata.
Per questo vetri frequentemente appannati, zone persistentemente umide o le prime macchie scure non dovrebbero essere considerati fenomeni completamente separati.
Sono segnali che ci invitano a capire come si stanno comportando temperatura e umidità nella nostra abitazione.
Perché muffa e condensa compaiono spesso vicino alle finestre?
Perché la finestra è uno dei punti nei quali l’ambiente interno della nostra casa incontra direttamente quello esterno.
Ma quando diciamo “finestra” tendiamo a pensare a un unico elemento.
In realtà abbiamo il vetro, il bordo della vetrocamera, il telaio e tutto ciò che collega il serramento alla parete.
Poi ci sono la spalletta, il davanzale, l’eventuale cassonetto della tapparella e altri elementi costruttivi.
Queste zone non hanno necessariamente tutte la stessa temperatura.
E proprio il punto nel quale compaiono condensa o muffa può fornirci un primo indizio su ciò che sta accadendo.
Dove compare la condensa? Guarda bene prima di asciugarla
La prossima volta che trovi dell’acqua sulla finestra, prima di prendere un panno fermati qualche secondo.
Dove si trova esattamente?
Non è un dettaglio.

1) Condensa sulla parte interna del vetro
È probabilmente la situazione più comune.
Può verificarsi quando la superficie interna del vetro diventa sufficientemente fredda rispetto alla temperatura e all’umidità presenti nella stanza.
Se succede frequentemente, è quindi utile osservare non soltanto la finestra, ma anche quanta umidità abbiamo nell’ambiente e come viene gestito il ricambio dell’aria.
2) Condensa soprattutto lungo i bordi del vetro
Il bordo della vetrocamera può avere una temperatura differente rispetto alla zona centrale del vetro.
Per questo può accadere che la condensa compaia prima lungo il perimetro.
Anche la posizione dell’acqua, quindi, può raccontarci qualcosa.
3) Muffa o condensa sulla parete intorno alla finestra
Qui il ragionamento cambia.
Se umidità e muffa compaiono sulla spalletta, vicino al davanzale, sopra la finestra o in altre parti della muratura circostante, il problema potrebbe non dipendere direttamente dal vetro o dal serramento.
Potrebbero esserci zone della parete che rimangono più fredde delle altre.
Sono quelli che comunemente chiamiamo ponti termici: punti dell’edificio nei quali il comportamento termico è diverso rispetto alle zone circostanti e dove la temperatura della superficie interna può risultare più bassa.
Anche il modo in cui il serramento è collegato alla muratura può avere un ruolo importante.
4) Condensa tra i vetri
Se l’appannamento si trova all’interno della vetrocamera, quindi in un punto che non puoi raggiungere pulendo il vetro né dall’interno né dall’esterno, siamo di fronte a una situazione differente.
Potrebbe esserci un problema di tenuta della vetrocamera.
In questo caso è opportuno far controllare il serramento.
5) Condensa sulla superficie esterna del vetro
Questa situazione sorprende molti proprietari di casa.
Vedere della condensa sul lato esterno di una finestra non significa necessariamente che il serramento sia difettoso.
Con vetri molto isolanti può accadere che la superficie esterna rimanga particolarmente fredda proprio perché dall’interno dell’abitazione arriva verso l’esterno poco calore.
In determinate condizioni di temperatura e umidità esterne può quindi formarsi della rugiada sul vetro.
Paradossalmente, quello che a prima vista potrebbe sembrare un problema può verificarsi proprio in presenza di un vetro con buone prestazioni isolanti.
"Ho cambiato gli infissi e adesso ho la muffa": com'è possibile?
È una frase che, nel nostro lavoro, capita di sentire.
E il ragionamento del proprietario di casa è perfettamente comprensibile:
“Prima avevo le vecchie finestre e non avevo muffa. Le ho sostituite e adesso la muffa è comparsa. Quindi sono state le finestre nuove a provocarla.”
Non è necessariamente così.
Una vecchia finestra può avere spifferi e infiltrazioni d’aria.
Dal punto di vista del comfort e dei consumi energetici è ovviamente un problema: insieme all’aria disperdiamo anche parte del calore che abbiamo pagato per produrre.
Ma quelle infiltrazioni provocavano, nel bene e nel male, anche un ricambio involontario dell’aria.
Una finestra moderna correttamente installata presenta invece una tenuta all’aria decisamente maggiore.
Ed è esattamente ciò che vogliamo ottenere.
Ridurre gli spifferi significa aumentare il comfort e limitare le dispersioni.
Nel frattempo, però, noi continuiamo a produrre umidità.
Respiriamo, cuciniamo, facciamo la doccia, asciughiamo il bucato e svolgiamo molte altre normali attività che immettono vapore nell’ambiente.
Se la casa diventa più ermetica ma non viene gestito correttamente il ricambio dell’aria, l’umidità interna può aumentare.
E se contemporaneamente esistono superfici particolarmente fredde o ponti termici, possono crearsi condizioni favorevoli alla comparsa di muffa e condensa.
Dire quindi che “le finestre nuove fanno venire la muffa” è una conclusione troppo semplice.
È più corretto dire che la sostituzione delle finestre può modificare l’equilibrio precedente dell’abitazione, rendendo più importante una corretta gestione dell’umidità e del ricambio dell’aria e, in alcuni casi, mettendo in evidenza criticità dell’edificio che prima erano meno evidenti.
Una finestra, infatti, non lavora mai da sola.
Lavora insieme alla parete nella quale è installata e all’ambiente nel quale viviamo.
Il problema è davvero la finestra?
Questa è probabilmente la domanda più importante dell’intero articolo.
Se trovi muffa o condensa vicino alla finestra, significa che devi sostituire il serramento?
Non necessariamente.
Prima bisogna capire perché il fenomeno si sta verificando.
Potrebbe esserci un’umidità interna elevata.
Potrebbe esserci un ricambio d’aria insufficiente.
Potrebbe esserci una zona della parete particolarmente fredda.
Potrebbe esserci un ponte termico.
Potrebbe esserci un problema nel collegamento tra finestra e muratura.
Potrebbe essere presente un vecchio controtelaio metallico che costituisce una criticità termica.
Potrebbe effettivamente esserci un serramento ormai poco performante.
Oppure — situazione tutt’altro che rara negli edifici esistenti — potrebbero concorrere più fattori contemporaneamente.
Per questo, quando affrontiamo situazioni di questo tipo, preferiamo partire da un principio semplice:
prima capire la causa, poi valutare la soluzione.

Tre cose che puoi controllare da solo in casa
Non è necessario aspettare la comparsa delle prime macchie nere per iniziare a osservare il comportamento della propria abitazione.
E non servono necessariamente strumenti professionali per raccogliere le prime informazioni.
1) Controlla temperatura e umidità
Un semplice termoigrometro permette di misurare la temperatura e l’umidità relativa dell’ambiente.
Ma una singola lettura dice relativamente poco.
È molto più interessante osservare come cambiano i valori nel corso della giornata e per alcuni giorni.
Prova, per esempio, a controllarli al mattino in camera da letto, prima e dopo aver cucinato oppure dopo aver utilizzato la doccia.
Potresti scoprire differenze importanti tra un ambiente e l’altro e tra diversi momenti della giornata.
2) Osserva dove compare la condensa o la muffa
Non limitarti a pensare:
“La finestra è bagnata.”
Osserva invece il punto preciso.
Sul centro del vetro?
Sul bordo?
Sul telaio?
Sulla parete?
Vicino al davanzale?
Sotto o accanto al cassonetto?
Sono informazioni diverse e possono essere molto utili per capire il fenomeno.
3) Osserva quando succede
Anche il momento nel quale compare il problema può fornire indizi.
La condensa compare soprattutto al mattino?
Dopo la doccia?
Mentre cucini?
Soltanto in camera da letto?
Solo durante le giornate più fredde?
Oppure la parete rimane umida per periodi prolungati?
Se successivamente dovesse essere necessaria una verifica tecnica, aver osservato questi comportamenti sarà molto utile.
Quando le semplici osservazioni non bastano
Se la condensa è frequente, se alcune superfici rimangono umide o se iniziano a comparire macchie di muffa, può essere necessario andare oltre le semplici osservazioni.
Ed è qui che gli strumenti possono aiutarci a passare dalle supposizioni ai dati.
La misurazione della temperatura e dell’umidità permette di comprendere le condizioni presenti nell’ambiente.
La misurazione delle temperature superficiali consente di individuare zone particolarmente fredde.
La termografia, quando viene eseguita nelle condizioni adatte e interpretata correttamente, permette di osservare la distribuzione delle temperature sulle superfici e può essere un valido supporto per individuare anomalie e possibili ponti termici.
In LEMA abbiamo già dedicato una serie di approfondimenti proprio a questi argomenti:
Come prevenire muffa e condensa in casa
Quali strumenti utilizzare per analizzare muffa e condensa
Il ruolo della corretta installazione dei serramenti
L’obiettivo di queste analisi non è raccogliere numeri o belle immagini termografiche.
È cercare di capire perché il fenomeno si verifica proprio in quel punto e proprio in quella casa.
Quindi un inverno mite ci proteggerà da muffa e condensa?
Torniamo alla domanda dalla quale siamo partiti.
Dopo un’estate eccezionalmente calda e mentre si parla molto dell’evoluzione di El Niño, è comprensibile chiedersi se ci aspettino ancora mesi caratterizzati da temperature superiori alla norma.
Ma, per quello che succede dentro casa, questa informazione da sola non basta.
Un inverno meno rigido può certamente modificare alcune delle condizioni che favoriscono la formazione della condensa.
Non significa però che muffa e condensa scompariranno automaticamente.
Quello che conta è l’equilibrio che si crea nella nostra abitazione tra temperatura, umidità, ricambio dell’aria e temperatura delle superfici.
Ed è anche per questo che due appartamenti dello stesso condominio, sottoposti praticamente alle stesse condizioni meteorologiche, possono comportarsi in maniera molto diversa.
In uno può non esserci alcun problema.
Nell’altro possono comparire ogni inverno vetri bagnati e macchie di muffa vicino alle finestre.
Il meteo avviene fuori.
Muffa e condensa, invece, dipendono dall’incontro tra ciò che succede fuori e ciò che succede dentro casa.
Ed è proprio quell’equilibrio che dobbiamo comprendere prima di decidere come intervenire.
Domande frequenti su muffa e condensa
Un inverno mite riduce il rischio di muffa e condensa?
Temperature esterne meno rigide possono ridurre in alcune situazioni il raffreddamento delle superfici interne, ma non eliminano automaticamente il rischio.
Umidità, ventilazione, caratteristiche dell’edificio e temperatura delle superfici continuano ad avere un ruolo importante.
Qual è l’umidità giusta in casa per evitare la condensa?
Non esiste una singola percentuale che possa garantire da sola l’assenza di condensa. Il fenomeno dipende dalla relazione tra temperatura dell’aria, umidità e temperatura delle superfici.
Per questo è più utile osservare insieme temperatura e umidità e, soprattutto, come cambiano nel tempo.
Perché al mattino trovo condensa sulle finestre?
Durante la notte le persone presenti nella stanza producono vapore attraverso la respirazione, mentre generalmente porte e finestre rimangono chiuse per diverse ore.
Contemporaneamente la temperatura esterna può diminuire e alcune superfici della finestra raffreddarsi. La combinazione di questi fattori può favorire la comparsa di condensa.
Perché è comparsa muffa dopo aver cambiato gli infissi?
Un serramento moderno ha generalmente una tenuta all’aria molto maggiore rispetto a una vecchia finestra con spifferi. Se dopo la sostituzione il ricambio dell’aria non viene gestito adeguatamente, l’umidità interna può aumentare. In presenza di superfici fredde o ponti termici possono quindi crearsi condizioni favorevoli alla muffa.
Questo non significa che la nuova finestra ne sia automaticamente la causa: bisogna valutare il comportamento dell’abitazione nel suo complesso.
La condensa all’esterno del vetro significa che la finestra è difettosa?
Non sempre! In determinate condizioni può formarsi rugiada sulla superficie esterna di vetri molto isolanti proprio perché verso l’esterno viene trasmesso poco calore. È quindi importante distinguere la condensa esterna da quella presente sulla superficie interna o all’interno della vetrocamera.
Se ho muffa intorno alla finestra devo cambiare gli infissi?
Non necessariamente. La muffa vicino alla finestra può essere collegata al serramento, ma anche alla muratura circostante, a ponti termici, umidità elevata, ventilazione insufficiente o a più cause contemporaneamente. Prima di decidere l’intervento è opportuno cercare di individuare la causa.
Massimiliano Aguanno
LEMA SERRAMENTI – MILANO
